Real: i fumetti quali strumento per una formazione etica e democratica dell’adolescente e dell’adulto

Real è un manga realizzato da Takehiko Inoue decisamente fuori dagli schemi, dove l’autore vuole rappresentare delle vicende realistiche (da qui anche il nome dell’opera) che trattano principalmente della vita di tre ragazzi legati in un modo o nell’altro al mondo della disabilità – fisica o sociale – ed in particolare del basket in carrozzina.

TRAMA

Tomomi Nomiya, è un liceale con problemi comportamentali che abbandona la scuola dopo un incidente in motocicletta, a causa del quale una ragazza che aveva appena conosciuto e che sedeva sul sedile posteriore, rimane paralizzata. Tomomi cerca di superare il rimorso tentando di raggiungere degli obiettivi che lo riscattino dal punto di vista sociale, come trovare un lavoro, conseguire la patente di guida o diventare un giocatore di basket professionista.

Kiyoharu Togawa, è un ragazzo con la passione per l’atletica che si trova ad interrompere questa attività prima della finale nazionale, dovendo subire l’amputazione di una gamba a causa di un osteosarcoma; entra in un lungo stato di depressione dal quale esce solo quando conosce una squadra di basket in carrozzina che gli fa rinascere la passione agonistica.

Hisanobu Takahashi, è uno studente modello dal fare annoiato e svogliato che vive con la madre separata e non vede il padre da tempo. Questa particolare predisposizione e la separazione dal padre, lo hanno portato ad essere meno coinvolto nelle cose e ad affrontarle con il minimo impegno. Tende a dividere le persone in categorie generalizzate basate sull’aspetto e le capacità. Durante la fuga da uno sconosciuto, al quale aveva appena rubato per gioco la bicicletta, perde l’uso delle gambe finendo sotto un camion: si troverà a mettere in discussione tutti le sue convinzioni.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Real offre un punto di vista della vita raramente rappresentato: quello del disabile (fisico e sociale). I protagonisti si trovano ad dover affrontare la loro nuova condizione in un percorso equiparabile alle cinque fasi dell’elaborazione del lutto [1]. L’accettazione è ovviamente la fase più difficile da raggiungere, ed i protagonisti si troveranno diverse volte a ripercorrere i loro tormenti, ma avvertono anche la necessità di trovare nuovi scopi e nuovi sogni da perseguire, trovando l’aiuto anche in persone che prima non avrebbero considerato.

NOTE:

[1] Nel 1970 la psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross elaborò un modello a cinque fasi (negazione – rabbia – patteggiamento – depressione – accettazione) che permette di capire le dinamiche mentali più frequenti della persona a cui è stata diagnosticata una malattia terminale, ma gli psicoterapeuti hanno constatato che esso è valido anche ogni volta che ci sia da elaborare un lutto solo affettivo e/o ideologico.

BIBLIOGRAFIA:

  • リアルRiaru, Real Takehiko Inoue, Weekly Young Jump, 2001

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