L’equilibrio informazionale

Come è noto, la più famosa formula della scienza moderna è senz’altro quella postulata da Albert Einstein, quell’E=mc2 che tutti conoscono e che appare ormai indiscriminatamente ovunque. L’importanza di tale formula è stata evidenziata in molteplici occasioni nei miei articoli, ma è oltremodo fondamentale ribadire, in maniera precisa, il concetto chiave che sottende ad essa, soprattutto in luce di quanto verrà espresso in seguito. Talvolta si è indottiti a pensare che tale formula sia il risultato di un’equazione, talvolta dimenticando il significato stesso del termine equazione, cioè “equivalenza”, “uguaglianza”.

Nella formula E=mc2 perciò è sintetizzato tutto, ovvero che: la materia e l’energia sono la stessa cosa.

Come già discusso, la fisica quantistica si basa sul modo in cui viene impiegata e trasformata l’energia, e sul fatto che la materia/energia passa da un livello energetico ad un altro con dei salti: ha un comportamento “digitale”, ovvero il suo accrescimento avviene in una maniera diversa da quella classica “analogica”[1], per cui ci deve essere un qualcosa che, se caricato a sufficienza, nel momento opportuno e nel punto giusto, permette di fare il salto. Tale concetto è applicabile ovunque, a 360° come concetto quantistico.

Per approfondire in modo più dettagliato il concetto di salto quantico evolutivo si prenderà spunto da uno schema di analisi clinica sviluppato nell’ambito della medicina quantistica e proposto dal terapeuta portoghese Marco Paulo da Silva: il Metodo Quadtrinity Clinic®, facendo uso del Triangolo di Sierpiński[2], un particolare tipo di frattale.

Facendo riferimento a tale metodo il Triangolo di Sierpiński può rappresentare l’essere umano in ottica quantistica, che da un punto di vista energetico quantistico presenta un equilibrio fra diverse sfaccettature: tra queste ci sono la dimensione fisica e la dimensione mentale che fanno parte dell’individuo in sé, il quale si muove poi nella dimensione emozionale, rapportandosi con la realtà. L’emozionale risulta essere più un aspetto interrelazionale. L’aspetto animico è sostanzialmente la fonte delle energie del sé: un campo concettualmente sfuggente e sul quale è impossibile intervenire direttamente. Il suo equilibrio migliore si può equiparare alla consapevolezza di sé.

Sul piano metaforico, in questo contesto si muovono le energie del soggetto e grazie a questo tipo di lettura è possibile raffigurare i disequilibri di una persona individuando gli aspetti più o meno carichi o più o meno bloccati: per esempio in un soggetto che blocchi o rifugga le proprie emozioni vivendo le proprie esperienze in maniera prevalentemente razionale/mentale, si può verificare uno squilibrio dei tre aspetti con un effetto di contratture muscolari a livello fisico, come si dice quando una persona è “rigida”.

Rapportando questa situazione a quello che può verificarsi all’interno di un’azienda, si potrebbe proporre una ridenominazione delle sfaccettature del Triangolo di Sierpiński e si avranno pertanto le due dimensioni che caratterizzano la base dell’azienda nel suo insieme:

  • La materia come dimensione fisica, che si identifica proprio nei materiali che vengono lavorati o prodotti, i servizi che vengono venduti, ma anche nella forza lavoro dell’azienda, gli operai che si occupano della produzione;
  • L’energia come dimensione mentale, che si identifica nell’amministrazione e dirigenza dell’azienda, in coloro che hanno il compito di prendere le decisioni;

queste si muovono poi nella dimensione informazionale, che riguarda, appunto le informazioni dell’azienda, ovvero come viene percepita, come si fa conoscere, come si pubblicizza, qual è il sentimento di chi lavora all’interno e di chi collabora dall’esterno, cosa ne pensano i clienti, i fornitori e la concorrenza: tutte le informazioni che influiscono sull’azienda. L’aspetto informazionale è una nube talmente vasta di sfumature che, più che la percezione di ogni singolo, è proprio l’insieme di informazioni che girano attorno a questa azienda il punto in cui passa per forza l’evoluzione.

 L’aspetto animico nell’azienda resta comunque la fonte delle energie che la definiscono come tale ed il suo equilibrio migliore è equiparabile alla consapevolezza delle proprie risorse e capacità.

La rappresentazione a frattale è dovuta al concetto che ingrandendo quante volte si voglia ognuna delle sfaccettature, si andrà comunque a ricreare quella che era l’immagine a livello macroscopico, riscontrando quindi all’interno degli aspetti superiori, gli aspetti specifici di quelli inferiori:


All’interno del campo fisico/materia, per esempio, è certamente possibile riscontrare la stessa dinamica che esiste ad un piano più generale: in un’azienda gli operai possono avere dei principianti (l’aspetto materia) a cui trasmettere la loro competenza lavorativa, divenendo essi stessi l’aspetto energia, ma la comunità degli operai sarà comunque immersa nel campo di informazione che la riguarda nello specifico, quindi sia come sono visti dai colleghi che si occupano di attività diverse all’interno dell’azienda, sia come sono le relazioni interne fra loro, sia come sono percepiti dalle loro famiglie, ecc… Il giusto equilibrio fra queste sotto-sfaccettature permette alla sfaccettatura maggiore di essere nelle condizioni per favorire l’equilibrio della struttura generale. Quando esiste l’equilibrio si ha accesso alle energie insite nell’aspetto animico, e lì avviene il salto quantico evolutivo!

L’energia del campo animico è sempre presente, esistono solo degli impedimenti al suo fluire o alla possibilità di “agganciarsi” al suo flusso. Quello su cui si dovrebbe intervenire sono pertanto i blocchi: nel momento in cui si libera il blocco giusto, a volte a catena si liberano anche tutti gli altri.

Facendo per esempio un’osservazione in quest’ottica sul piano fisico/clinico, se un individuo potrebbe presentare problemi di mal di schiena lombare che la mattina gli impediscono di alzarsi: si potrebbe agire a livello fisico con i massaggi, però se il mal di schiena gli ritorna vorrebbe dire che il blocco principale da eliminare è altrove, cioè l’energia fatica a fluisce. Si potrebbe allora intervenire a livello intestinale, perché si riscontra che il soggetto è anche stitico: gli si fanno assumere pertanto dei lassativi… ma comunque il blocco permane. Il problema sarebbe quindi da ricercare a monte, perché di tipo emotivo e si potrebbe scoprire che il soggetto si sente in difficoltà ad affrontare il ruolo professionale, per cui tutti i giorni, al pensiero di recarsi al lavoro, reagisce inconsciamente con una contrattura, per cui la mancanza di stima in sé stesso portata avanti nel tempo si è riflessa sui muscoli, sull’intestino, sulla schiena e quindi sull’infiammazione osteoarticolare, ecc… Se si riuscisse a sbloccare il piano emozionale quindi si sbloccherebbe tutto: si sistemerebbero l’intestino, la schiena e tutto il resto; una volta recuperata la sicurezza in sé stesso, qualora siano assenti ulteriori “strati della cipolla” e se le altre sfaccettature fossero in giusto equilibrio, l’individuo avrebbe la possibilità di accedere all’energia animica e potrebbe effettuare un salto quantico evolutivo.

All’interno di un’azienda tale concetto è certamente trasferibile: basti pensare a quanto un rapporto difficile fra un operaio ed il suo responsabile possa riflettersi negativamente a cascata sulla qualità del lavoro da parte di entrambi, sul sentimento dei colleghi, sulle responsabilità della dirigenza, sulla reputazione dell’azienda.

Restando in questa interpretazione, andrebbe tenuto in generale presente che ci sono alcune regole che devono essere sempre soddisfatte e sono regole di flusso, per cui ciò che il lavoratore dà, deve essere equilibrato con ciò che ottiene. Il problema a volte è che subentra il vissuto del lavoratore, per cui il datore di lavoro potrebbe pensare “lo pago ed il suo stipendio è equilibrato a quello che fa”, però magari il dipendente lavorerebbe anche gratis se in cambio ottenesse una equivalenza di tipo diverso, quindi se ci si sposta su un piano valutativo quantistico la personalizzazione è d’obbligo, cioè si dovrebbe considerare che lavori e lavoratori sono tutti diversi. Certamente l’applicazione di questo tipo di personalizzazione potrebbe riscontrarsi difficile nella realtà lavorativa attuale, va però considerata l’importanza del fattore ergonomico dell’ambiente di lavoro e se, per esempio, cambiare tipo di sedia ad un dipendente gli permettesse di lavorare meglio e più serenamente, fornirgliela potrebbe essere la chiave per migliorare la prestazione generale dell’azienda stessa.

Da dove arriverebbe quindi l’energia delle persone/aziende a cui finalmente scatta il famoso “clic” intuitivo e queste fanno successo? Verrebbe dal flusso energetico animico, anche se tale flusso è immodificabile e sarebbe impossibile collegarsi intenzionalmente ad esso.

Un soggetto/azienda che avesse invece un problema sul piano fisico/materia, potrebbe risultare privo dell’energia necessaria a mantenere il livello al quale si trova, quindi, oltre ad essere impossibilitato ad attingere a sufficiente energia animica per saltare in avanti, potrebbe trovarsi ad eseguire un salto quantico all’indietro, un salto quantico involutivo.

Potrebbe ulteriormente sussistere la situazione in cui un soggetto/azienda abbia appena effettuato un salto in avanti ma, pur trovandosi ad un livello superiore, risulti carente dell’energia sufficiente a mantenerlo, pertanto avrebbe la necessità di lavorare su tutto il resto per creare una situazione di stabilità e quindi, solo a quel punto, puntare ad andare avanti. Un esempio per meglio comprendere questa interpretazione potrebbe essere dato da un’azienda che abbia appena aperto il suo mercato con l’estero: è chiaro che per arrivare a questo avrà fatto un salto quantico evolutivo, però ora si ritroverà con dei problemi più grandi, avrà necessità energetiche maggiori e quindi dovrà pensare prima ad approntare e stabilizzare gli altri campi: la materia (le strutture, i dipendenti), l’energia (i dirigenti) e ciò che poi potrà portare ad un nuovo salto in avanti.

Successione di salti quantici evolutivi

In questa interpretazione l’evoluzione dell’organismo (persona o azienda) è composta da più strati di questo schema dove per accedere al livello superiore devono accendersi tutte le parti in maniera adeguata, in modo da connettersi all’energia animica centrale.

Ci sono poi i livelli: è normale che quando un individuo o un’azienda nascono, l’energia sia solo potenziale e vada poi approntata la struttura per poter gestire la trasformazione dell’energia potenziale in effettiva energia animica. L’energia animica a cui può accedere l’organismo aumenta in base a come lo stesso si evolve e a come impara ad accedere a questa energia: questa è l’evoluzione.

Per comprendere il concetto in una chiave leggermente differente e più tridimensionale si consideri l’immagine seguente, che fa sempre riferimento al Metodo Quadtrinity Clinic®:

Flusso di energia animica centrato

L’organismo (individuo/azienda) in questo caso è rappresentato dal cerchio al centro della figura, che è completamente immerso in una “nube di informazioni”: tutto passa dalla nube di informazioni/emozioni, ed è impossibile evitarlo. Si consideri che nell’organismo passi il flusso dell’energia animica: tale flusso può attraversare l’organismo in maniera equilibrata, centrata, e quindi caricare l’organismo mettendolo nelle condizioni di compiere dei salti quantici evolutivi, oppure in maniera squilibrata, sfasata, come nell’immagine seguente:

Flusso di energia animica sfasato

È evidente che se l’energia animica passa in questo modo gli è impossibile caricare l’organismo. Questo è il concetto dell’essere inconsapevoli, incoscienti, insicuri di sé: l’organismo è fuori centro, o fuori “fase”[3].

In un’azienda questa situazione potrebbe essere esemplificata da una nuova impresa[4] che si muove seguendo cose periferiche a quelle che sono le principali attività che dovrebbe seguire per cui è fuori dalla centratura del suo percorso, sta sprecando energia, sta lavorando su inezie. È quindi fondamentale che il flusso sia centrato.

NOTE:

[1] Quando si parla di analogico e di digitale ci si riferisce alle modalità di rappresentare la misura di una quantità e ai modi in cui variano le grandezze che si stanno prendendo in considerazione.
Analogica è una grandezza che varia con continuità: una variabile analogica può assumere un numero infinito di valori (ad esempio la distanza tra due punti nello spazio può assumere un numero infinito di valori).
Digitale è una grandezza che varia “a salti”: una variabile digitale può assumere solo un numero finito di valori (la durata di un giorno per esempio, può assumere solo uno degli 85.000 valori se si usa l’unità “secondo”, uno dei 850.000 valori se si usano i decimi di secondo, oppure uno degli 8.500.000 se si usassero i centesimi di secondo: tante possibilità ma pur sempre finite, determinate).
Si può quindi dedurre come il concetto di analogico sia associabile ad una condizione di continuità, cioè in un probabile percorso qualcosa si muove mutando la sua collocazione attraverso infinite posizioni e definendole infinite si esclude la possibilità di poterle numerare; con il digitale invece lo stesso percorso verrebbe diviso in tappe, ed anche se piccolissime e numerosissime sarebbe sempre possibile determinarne la quantità. (FP Formazione Professionale)
[2] Il triangolo di Sierpiński è un frattale, così chiamato dal nome di Wacław Sierpiński che lo descrisse nel 1915. È un esempio base di insieme auto-similare, cioè matematicamente generato da un modello che si ripete allo stesso modo su scale diverse. (Wikipedia)
[3] Terminologia entrata nell’uso discorsivo comune, che può significare l’essere abbattuti, depressi, avviliti.
L’origine del termine però è scientifica ed è legata al moto armonico e lo sfasamento avviene quando due onde aventi la stessa frequenza, hanno una differenza temporale tra il raggiungimento successivo di una stessa particolare fase (ad esempio il massimo fra i due segnali).
[4] Startup, seguendo un inglesismo corrente.

BIBLIOGRAFIA:

  • Da Silva, Marco Paulo. Metodo Quadtrinity Clinic®. Caldas da Rainha (P).
  • Favretto, Giuseppe, et al. 2009. Work harassment. Benessere e malessere al lavoro tra stress, mobbing e pratiche organizzative. Milano : FrancoAngeli S.r.l., 2009.
  • Giagnoni, Claudia M. 2019. Intervista sulla Medicina Quantistica. Pescantina (VR), Febbraio 2019.
  • Scolari, Fabio. 2019. Psicologia quantistica. Valutazione critica della sua possibile applicazione in ambito lavorativo. 2019.

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