Donare è fare la differenza

Le giornate di ieri e di oggi le ho passate a salvare una vita.
Ancora quando frequentavo le scuole superiori avevo cominciato a donare il sangue (ho lo zero negativo, e questo mi ha sempre fatto sentire un po’ in dovere di donare) e al tempo uno dei medici mi propose di iscrivermi anche ai donatori di midollo osseo; dopo avermi spiegato un po’ in quello che consiste e comporta, decisi di accettare.
Capiamoci, solo una persona su 100.000 è compatibile con chi aspetta un trapianto di midollo osseo, e purtroppo solo il 35% di questi ultimi riesce poi a trovare effettivamente un donatore.
Oggi però la persona che può fare la differenza sono io!
Nelle settimane scorse mi hanno chiamato dal Centro Trasfusionale dicendomi che sono risultato compatibile per effettuare la donazione e quindi mi hanno convocato in ospedale per darmi tutte le spiegazioni necessarie. La banca dati dei donatori è mondiale (vista la difficoltà di trovare un donatore compatibile) e sono quindi risultato il donatore ideale per una persona affetta da leucemia mieloide acuta (chi non sa di cosa si tratti, può facilmente reperire informazioni).

Voglio usare queste righe per fare un po’ di sana informazione, per cui vi invito veramente a leggere quanto spiego di seguito, perché c’è molta confusione e paura riguardo questo tipo di donazione, e NON deve esserci!
La donazione del midollo osseo si può fare in due modi (dipende dalla necessità del ricevente):
– Prelievo da sangue periferico: la donazione, in questo caso, prevede la somministrazione, nei 5 giorni precedenti la donazione, di un farmaco che promuove la crescita delle cellule staminali nel midollo osseo e il loro passaggio al sangue periferico; in pratica il sangue prelevato da un braccio attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto viene reinfuso nel braccio opposto (come una donazione di plasma, solo con tempi più lunghi, 4-5 ore).
– Prelievo dal midollo osseo: è la modalità di donazione più “antica” e consiste nel prelievo del midollo osseo dalle ossa del bacino (sul fianco, dalle creste iliache, di solito). Il donatore viene sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale, così che non senta alcun dolore durante l’intervento. Questa modalità di donazione ha una durata media di circa 45 minuti. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in poco più di una settimana. Il donatore generalmente avverte solo un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni.
Ecco, quindi toglietevi dalla testa quelle cose che sono tristemente nell’immaginario comune: NON c’è il rischio di “rimanere paralizzati” (anche perché NON è un prelievo dalla colonna vertebrale, dove c’è il midollo spinale, che è un’altra cosa) o di avere altri effetti collaterali gravi: nel caso del prelievo di sangue periferico avviene una trasfusione di sangue dal braccio e nei giorni prima si provano solo sintomi simili a quelli influenzali dovuti all’assunzione del farmaco, nell’altro caso invece si ha successivamente un dolore nella zona del prelievo per una settimana, come aver preso una botta. Insomma, cose da cui più o meno siamo già passati tutti!
Come fare: partiamo dal fatto che purtroppo non tutti possono donare. Si possono iscrivere all’elenco dei donatori solo persone di età compresa fra i 18 e i 35 anni e si può donare poi massimo fino ai 55 anni, bisogna pesare almeno 50 kg, ed essere in buona salute. Lo specchio di possibilità è quindi piccolo, proprio per questo sarebbe importante che tutti quelli con queste caratteristiche dessero disponibilità.
Poi basta andare in un centro di donazione del sangue (che c’è praticamente in ogni ospedale), vi preleveranno una provetta di sangue, e da lì verrete inseriti nell’elenco. Nient’altro.
Vorrei dire di più sulla scia dell’emozione, ma sono già stato prolisso. Vi invito a visitare il sito dell’Admor – Associazione Donatori Midollo Osseo e Ricerca Verona per avere tutte le informazioni, ed ovviamente potete contattarmi in qualsiasi momento per domande più dirette.
Probabilmente leggendo quanto ho scritto qualcuno può aver pensato che me la sto tirando: guardate, penso che essersi dedicati a salvare la vita ad un’altra persona sia uno dei pochi motivi per cui tutti dovremmo essere fieri e felici di tirarcela, ed auguro di cuore a tutti voi di poter trovare nella vostra vita il modo per fare altrettanto!!!
Il vero eroe comunque in tutta questa vicenda è la persona che riceve: io per fare questo mi sono sottoposto ad un farmaco che mi ha dato i sintomi di un’influenza, il ricevente è dovuto passare da varie sedute di radioterapia e chemioterapia… la mia è stata una passeggiata a confronto! Chi mi conosce sa che da sempre uso come immagine che mi rappresenta una Fenice: quando tutto brucia e resta solo la cenere, la scintilla della vita dona nuova speranza.
Spero veramente con tutto il cuore che il mio gesto possa far rinascere una vita che finora ha visto solo l’affievolirsi delle speranze. FORZA!!!!
Ringrazio mio papà Renzo Scolari e mio nonno Nino di avermi per primi insegnato l’importanza del donare.

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