I fumetti quali strumento per una formazione etica e democratica dell’adolescente e dell’adulto – Introduzione

I fumetti, più coerentemente definibili come “opere di letteratura disegnata”, sono uno strumento comunicativo che va ad accontentare i canoni etici (messaggi, metafore, riflessioni) e quelli estetici (descrizione, narrazione, dialogo) della letteratura propriamente detta; se intendiamo il termine letteratura come insieme di scritti, di narrativa e non, che concorrono alla proposizione di idee, concetti, nozioni e sentimenti utili all’educazione dell’essere umano, allora è evidente come le due definizioni non collimino completamente tra loro. Definiamo due idee di fumetto: una come mezzo di comunicazione e una come opera narrativa o saggistica contenente un significato letterario.

Nei Paesi dove il fumetto è coltivato come un’arte comunicativa primaria (Francia, Belgio, Giappone), questo viene concepito alla stregua di romanzo a puntate, e le uscite di un albo di una serie sono concepite come nuovi romanzi di un ciclo avente gli stessi protagonisti.

Martha C. Nussbaum nel suo libro Non per profitto parla del cineasta Hayao Miyazaki prendendolo ad esempio perché i film e le serie di animazione da lui realizzati “contengono una visione del bene e del male più addolcita e sfumata, in cui i pericoli derivano dalla complessità delle relazioni umane” [1].

Seguo le opere del sensei [2] Miyazaki fin da bambino, quando sugli schermi delle reti locali apparve conanlanast1Conan, il ragazzo del futuro [3], un anime [4] che fin dalla sigla trasportava in un’ambientazione in cui l’uomo era il primo artefice della propria disfatta [5]: la storia è ambientata all’indomani di una guerra globale catastrofica, dove le esplosioni di bombe elettromagnetiche distrussero in poche ore oltre la metà della superficie della Terra; la stessa crosta terrestre ne risentì e l’asse di rotazione del pianeta fu spostato causando una frattura dei continenti che in gran parte si inabissarono sotto gli oceani. Solo pochi sopravvissuti riuscirono per caso a salvarsi dalle ondate di marea, rimasero isolati nei pochissimi territori emersi e dovettero ricominciare da zero, fondando, con le poche risorse naturali risparmiate dal disastro, piccoli villaggi agricoli. In questa ambientazione, Conan, un ragazzino nato in questo “nuovo mondo” si trova a dover affrontare mille pericoli, derivanti soprattutto da coloro che non hanno abbandonato la strada delle armi, e che con queste vogliono imporsi su tutto e tutti.

Il messaggio fortemente pedagogico che Miyazaki vuole trasmettere si traduce nell’invito a rispettare profondamente la natura ed i nostri simili, imparando a convivere con ciò che il mondo ci mette a disposizione, senza razziarlo: un concetto molto incisivo, che io stesso da ragazzino ho recepito in maniera profonda.

Da qui nasce lo spunto per questa dissertazione, dove da appassionato di fumetti e cartoni animati quale sono sempre rimasto, mi sono posto il quesito di quali potrebbero essere in particolar modo i fumetti che possono avere una connotazione educativa sul fronte dell’etica e del senso democratico, rivolto in particolar modo ad adolescenti ed adulti, che meglio possono comprendere e “digerire” certe tematiche talvolta complesse. I fumetti possono essere uno strumento di facile accessibilità comunicativa, talvolta più del cinema se si parla di un target adolescenziale o comunque giovanile. Ritengo però che se si vogliono fare delle riflessioni su determinati temi, talvolta forti o comunque impegnativi, sia opportuno accompagnare il ragionamento che si vuole sottendere con dei momenti di confronto con un adulto informato, istruito e consapevole.

Di seguito le altre opere di cui vi voglio parlare:

Nausicaä della Valle del vento

Real

Black Jack

Rookies

Great Teacher Onizuka

Golden Boy

F. Compo

Death Note

Akumetsu

(in aggiornamento…)

 

NOTE:

[1] Martha C. Nussbaum Non per profitto – Ed. il Mulino, Bologna 2011 – p. 52
[2] termine giapponese che ha l’accezione di maestro. Viene comunemente usato come forma reverenziale nei confronti di importanti registi e autori.
[3] , Hayao Miyazaki Mirai shōnen Konan – Nippon Animation, 1978
[4] neologismo con cui in Giappone, a partire dalla fine degli anni settanta del XX secolo si indicano l’animazione ed i cartoni animati.
[5] la serie è un adattamento del romanzo di fantascienza per ragazzi The incredible tide, 1970, di Alexander Key

BIBLIOGRAFIA:

  • Non per profitto, Martha C. Nussbaum – Ed. il Mulino, Bologna 2011
  • Hayao Miyazaki, le insospettabili contraddizioni di un cantastorie, Alessia Spagnoli – Sovera Edizioni, Roma 2009

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