Piani di Accumulo Capitale e Dollar Cost Averaging: come trasformare con semplicità il reddito in patrimonio

Il Piano di Accumulo Capitale (abbreviato PAC) è una strategia di investimento a medio-lungo periodo.

Il PAC risulta particolarmente indicato per quel risparmiatore che ha l’obbiettivo di creare un capitale per i propri progetti futuri senza dover disporre fin da subito di una consistente somma di denaro. La strategia del PAC si concretizza nell’investire una medesima cifra di denaro ad intervalli di tempo regolari (che possono essere quindicinali, mensili, bimestrali, trimestrali, annuali), così da poter cogliere le opportunità che offre nel tempo il mercato.
Frazionando l’investimento con un importo con un importo costante si ottengono infatti tre importanti benefici:

  1. un prezzo medio di acquisto che risulta inferiore alla media dei prezzi;
  2. renderete immuni al rischio di investire tutti i risparmi in un momento di massima valutazione (ovvero “comprare alto”);
  3. la possibilità di sfruttare al meglio gli eventuali momenti di flessione dei mercati.

Il PAC quindi è la strategia perfetta per investire al meglio, ed in modo sistematico, il risparmio che si crea di mese in mese.

La strategia del PAC si basa sul principio del Dollar Cost Averaging, che consiste appunto nell’investire, ad intervalli temporali regolari, la stessa somma di denaro per acquistare uno o più titoli. Ad usare per primo questo sistema fu, negli anni ’50, Benjamin Graham, fra gli esponenti più importanti dell’analisi fondamentale ed ispiratore di Warren Buffett.

Benjamin Graham e Warren Buffett

Vediamo di seguito alcuni esempi dell’applicazione del sistema del Dollar Cost Averaging.


ESEMPIO 1

Pensiamo di investire 200 € in due periodi diversi, investendo in ognuno 100 €. Supponiamo che il valore inziale di mercato del fondo che vogliamo acquistare sia di 50 €, pertanto si potranno acquistare 2 quote.

1° periodo → 100 € : 50 € = 2 quote

Ipotizziamo ora che nel periodo successiva ci sia un rialzo dei mercati che porta il valore della quota a 100 €. In questo caso, con gli altri 100 € potremo acquistare 1 quota del fondo.

2° periodo → 100 € : 100 € = 1 quota

Avremo pertanto acquistato un totale di 3 quote.
La prima impressione è che avendo acquistato prima a 50 € e poi a 100 €, il prezzo medio sia pari a 75 €. Il prezzo medio però è inferiore, perché per ricavare il valore corretto è necessario dividere il capitale totale investito per il numero di quote in nostro possesso.

200 € : 3 quote = 66,6 €

Si può pertanto notare come il prezzo medio di acquisto risulti molto più vicino al valore minimo di mercato.

ESEMPIO 2

Pensiamo ora di investire un totale di 400 € in un mercato che si sviluppa nella classica struttura ad onda.
Nel primo periodo in cui investiamo 100 € supponiamo che il valore iniziale del fondo sia di 100 €, acquistando quindi 1 quota.

1° periodo → 100 € : 100 € = 1 quota

Successivamente il mercato cresce, portando il valore del nostro fondo a 150 €. Investendo altri 100 € avremo pertanto acquistato 0,66 quote.

2° periodo → 100 € : 150 € = 0,66 quote

Da qui il mercato inverte la sua tendenza e scende, portando il valore del fondo a 50 €. In questo caso investendo altri 100 € acquisteremo 2 quote.

3° periodo → 100 € : 50 € = 2 quote

Ipotizziamo infine che dopo questo periodo di flessione il mercato recuperi, tornando al valore iniziale, ovvero che il fondo torni a 100 €. Investendo quindi l’ultima quota, avremo acquistato di nuovo 1 quota.

4° periodo → 100 € : 100 € = 1 quota

Sommiamo ora le quote che abbiamo acquistato nel periodo: 1 + 0,66 + 2 + 1 = 4,66 quote.
Se moltiplichiamo le 4,66 quote per il valore finale assunto dal fondo, risulterà che il capitale ha raggiunto un valore di 466 €, ovvero un incremento di 66 € rispetto al capitale investito.

4,66 quote x 100 € = 466 €

Se volessimo fare un paragone con un investimento in unica soluzione di 400 € fatto all’inizio del periodo, dove andiamo a vendere alla fine del periodo, sostanzialmente il guadagno sarebbe zero, avendo inoltre subito delle spiacevoli altalenanze emozionali date dall’andamento del mercato. Con il PAC invece abbiamo avuto un incremento del 16,5% rispetto al capitale investito!

66 € : 400 € x 100 = 16,5%

ESEMPIO 3

Pensiamo ora di investire 600 € in un mercato che subisce un’importante flessione al ribasso senza poi recuperare completamente.
Nel primo periodo in cui investiamo 100 € supponiamo che il valore iniziale del fondo sia di 100 €, acquistando quindi 1 quota.

1° periodo → 100 € : 100 € = 1 quota

Successivamente il mercato scende, portando il valore del nostro fondo a 75 €. Investendo altri 100 € avremo pertanto acquistato 1,33 quote.

2° periodo → 100 € : 75 € = 1,33 quote

Il mercato continua poi la sua discesa, portando il valore del fondo a 50 €. Investendo altri 100 € acquisteremo 2 quote.

3° periodo → 100 € : 50 € = 2 quote

Il mercato continua inesorabilmente la sua discesa, portando il fondo ad un valore di 25 €. Investendo ulteriori 100 € acquisteremo 4 quote.

4° periodo → 100 € : 25 € = 4 quote

A questo punto ipotizziamo che il mercato cominci una lenta ripresa, tornando al valore di 50 €. Avremo pertanto di nuovo la situazione in cui con 100 € acquisteremo 2 quote.

5° periodo → 100 € : 50 € = 2 quote

Concludiamo la nostra fase di acquisto ipotizzando che il mercato salga ulteriormente, ma che si fermi ad un valore di 75 €. Di nuovo che con 100 € acquisteremo 1,33 quote.

6° periodo → 100 € : 75 € = 1,33 quote

Sommiamo a questo punto le quote in nostro possesso: 1 + 1,33 + 2 + 4 + 2 + 1,33 = 11,66 quote.
Moltiplichiamo ora le 11,66 quote per il prezzo finale dell’investimento, ovvero 75 €. Risulterà che il capitale avrà raggiunto un valore di 874,5 €, con un incremento quindi di 274,5 € rispetto al capitale investito.

11,66 quote x 75 € = 874,5 €

In un mercato che quindi ha subito un ribasso del 25% (dai 100 € iniziali ai 75 € finali), la strategia del PAC ha prodotto un risultato positivo del 45,75%.

274,5 € : 600 € x 100 = 45,75%


ESEMPIO 3.1

Proviamo ora a forzare l’esempio appena visto, ovvero investendo 500 € e fermandoci al 5° periodo, ovvero quando il valore era tornato solamente a 50 € e sommiamo il totale di quote acquistate: 1 + 1,33 + 2 + 4 + 2 = 10,33 quote.
Moltiplichiamo quindi le 10,33 quote per il valore finale, che in questo caso è di 50 €. Risulterà che il capitale avrà raggiunto il valore di 516,5 €, con un incremento di 16,5 € rispetto al capitale investito.

1,33 quote x 50 € = 516,5 €

A fronte quindi di un mercato che ha perso il 50% (dai 100 € inziali ai 50 € finali) la strategia del PAC ha permesso di raggiungere comunque un risultato positivo del 3,3%.

16,5 € : 500 € x 100 = 3,3%

I risultati dell’applicazione del sistema del Dollar Cost Averaging si si sono dimostrati molto soddisfacenti in tutte le condizioni di mercato ed è proprio su questo meccanismo vincente che si basano i PAC, riducendo gli effetti delle oscillazioni del mercato e minimizzando i rischi rispetto ad un investimento in un’unica soluzione.

I migliori risultati prodotti dall’applicazione di questa strategia si hanno nel medio-lungo periodo, in particolar modo se si adotta anche una buona strategia di diversificazione dell’investimento e si è affiancati da una seria e preparata consulenza professionale, volta a stabilire con chiarezza le proprie esigenze, gli obiettivi, la fattibilità ed il modo più adeguato a raggiungere il risultato desiderato.

Il presente articolo è da considerarsi un’opinione personale e non un invito all’acquisto o un’opinione della banca.

 

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